Archivi del mese: marzo 2018

La Giornata Mondiale dell’acqua, 2018.

Come non pensare al comprensorio sabatino ricco di questa preziosa risorsa di vita!
Sfruttate sin nei millenni passati, le sorgenti di acqua sono state punti di riferimento per gli insediamenti umani: in antichità, per vivere stabilmente, si sceglievano i luoghi ricchi di risorse idriche da sfruttare in vari modi e talvolta erano idealizzate con attività cultuali divine.
L’acqua era ed è ancora oggi fondamentale per il corpo umano, per sopravvivere è necessario bere acqua potabile e tollerabile dal nostro organismo; l’acqua, in particolare quella termale, è usata nel campo medico per curare determinate patologie sulla base delle sue componenti e proprietà; l’acqua è anche fondamentale per l’agricoltura e l’allevamento, che costituivano le attività economiche principali del passato; l’acqua era molto utilizzata come forza motrice, ad esempio, per mole, opifici, ferriere e industrie varie. Essa veniva convogliata per mezzo di acquedotti per decine di metri fino ad arrivare a km di distanza, creando “fiumi” sotterranei per potenziare il rifornimento idrico di luoghi lontani, come la città di Roma (acqua Traiana, acqua Paola, acqua Alsietina), o Bracciano stesso con l’acqua della Fiora, da Manziana (acquedotto Odescalchi).
Spesso essa era conservata in cisterne, soprattutto l’acqua piovana.
Anche le distese d’acqua dei laghi avevano una funzione importante sia per le risorse ittiche e vegetali, sia per essere vie di comunicazione, lo stesso emissario Arrone, un tempo navigabile, era percorso da imbarcazioni dal lago di Bracciano al mare e viceversa.
Attraverso opere di regimazione, l’essere umano è arrivato a controllare le acque, deviandole, ma per quanto si sia impegnato nel tempo, ideando una tecnologia idraulica sempre più raffinata, non può e non potrà mai comandare i fenomeni del Natura, causa di siccità o di piena dei bacini.
L’acqua è un Bene comune, rispettiamola, evitiamo sprechi e inquinamenti, controlliamo cosa penetra nel sottosuolo e cosa entra nei laghi…

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Autrice: Elena Felluca

ultima modifica: 22 marzo 2018

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Bracciano sotterranea: esploriamo il buio

Da pochi giorni è stato avviato il progetto di ricerca nel sottosuolo di Bracciano (RM). Tra cunicoli, grotte e camminamenti sotterranei è possibile osservare la stratificazione e la sequenza delle fasi abitative.
Sono ambienti ricavati nella roccia tufacea durante i secoli di frequentazione della collina dove si è sviluppato l’agglomerato urbano che oggi definiamo centro storico, o borgo antico.
Cantine e cavità artificiali nel centro abitato nascondono le testimonianze delle epoche passate: si tratta di abitazioni, botteghe e magazzini scavati totalmente o parzialmente nella roccia, in uso almeno a partire dal medioevo. Solo in pochi casi è possibile ipotizzare il riutilizzo di impianti di periodi antecedenti.
Attualmente sono adibiti a cantine, altri sono stati manomessi e trasformati in locali per vario utilizzo, oppure sono stati abbandonati e chiusi, talvolta riempiti di materiali di varia natura, ma fino al passato recente erano stalle, luoghi caratteristici in cui si svolgevano le attività artigianali, o posti in cui venivano conservati i prodotti alimentari. All’interno di alcune cavità troviamo anche delle cisterne per la raccolta delle acque piovane, scalinate con i gradini intagliati nella roccia e tutta una serie di installazioni per le attività quotidiane.
Sono altresì interessanti le ricerche all’interno delle mura difensive, edificate tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, dove si sviluppa l’antico camminamento con funzione di avvistamento, protezione antimina e postazione da tiro.
Attualmente lo studio si svolge in modo indipendente e del tutto autonomo da qualsiasi ente o istituizione.
Un ringraziamento va a coloro che stanno agevolando le esplorazioni.
Un grazie speciale a Tullio Dobosz per il suo notevole contributo.

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Autrice: Elena Felluca

ultima modifica: 21 marzo 2018

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