Epoche

Bracciano. Cavità artificiali lungo il Fosso dell’Aspro

Bracciano, cunicolo sulla sponda sinistra del Fosso dell'Aspro

Bracciano, cunicolo sulla sponda sinistra del Fosso dell’Aspro

A Bracciano, sulla sponda sinistra del Fosso dell’Aspro, nella Macchia del Comune, sono state esplorate e rilevate alcune cavità artificiali scavate nel banco tufaceo.
Si tratta di un cunicolo a sezione ogivale scavato sul fianco di un’altura. Esso è alto circa 3.00 m e largo 1.00 m, percorribile per circa 9.00 m, poi è interrotto da una frana. Le pareti sono corrose dal passaggio dell’acqua, l’inclinazione del piano pavimentale sembra avere pendenza verso sud, ossia verso il fosso. Esempi analoghi sono stati interpretabili come canali di drenaggio realizzati per prosciugare l’acqua in eccesso e bonificare i terreni. Le sue caratteristiche rimandano all’epoca etrusca.
A poca distanza dal cunicolo, a una quota più elevata, vi è un complesso di due ambienti convergenti tra loro scavati nella roccia: l’ambiente occidentale è a pianta rettangolare con pareti lisce e orientamento nord-sud è lungo circa 9.50 m, largo 2.90 m e alto 1.95 m, l’ingresso  è sul lato meridionale; l’ambiente orientale è lungo circa 10.00 m, largo 2.90 e alto 2.10 m, possiede una serie di ampie nicchie lungo le pareti e ha orientamento nord-est/sud-ovest con ingresso sul lato sud-occidentale. Le nicchie sono in totale quattordici, disposte in fila, hanno differente profondità: sulla parete sud-occidentale ce n’è una, sulla parete sud-orientale otto, su quella nord-orientale due e su quella nord-occidentale tre più una appena accennata. Il piano pavimentale di entrambi gli ambienti ha una lieve pendenza verso l’ingresso. La loro funzione non è stata identificata come anche l’epoca di realizzazione. Sono presenti tracce di riutilizzo come rifugi o stalle.
L’aspetto interessante riguarda la continuità occupazionale di quest’area che va dall’epoca etrusca al medioevo, infatti, a poca distanza si trovano sia tombe etrusche ed etrusco-romane, sia resti di edifici di epoca romana e di epoca medievale.
Le cavità descritte sono state rilevate da chi scrive con la collaborazione di Tullio Dobosz e registrato nel Castasto Nazionale delle Cavità Artificiali.

Bracciano, ingresso camere convergenti sulla sponda sinistra del Fosso dell'Aspro

Bracciano, ingresso camere convergenti sulla sponda sinistra del Fosso dell’Aspro

Bracciano, camera con nicchie sulla sponda sinistra del Fosso dell'Aspro

Bracciano, camera con nicchie sulla sponda sinistra del Fosso dell’Aspro

Autrice: Elena Felluca

ultima modifica: 4 ottobre 2015

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Imprimatur

Imprimatur

Imprimatur

R. Monaldi-F. Sorti, Imprimatur, De Bezige Bij, Amsterdam, 2010. Bandito dalle case editrici italiane, ma molto apprezzato all’estero, è un giallo filosofico-letterario che mette in discussione la figura di Innocenzo XI (Odescalchi).
Nel 1696 difficoltà economiche portarono Flavio Orsini a cedere il complesso di Bracciano, il Castello e i diritti sul lago Sabatino, acquistato all’incanto e aggiudicato per la cifra di 386.300 scudi da Livio Odescalchi. Famiglia originaria di Como, banchieri di professione, gli Odescalchi si stanziarono a Roma e dintorni a seguito dell’elevazione al soglio pontificio di un componente, Benedetto, col nome di Innocenzo XI (insediato nel 1676). Massimo Pontefice, fu molto attivo nella guerra contro l’invasione turca verso Occidente, fomentò la difesa della cristianità fornendo cospicui aiuti finanziari agli armamenti cristiani. Assertore dell’autorità pontificia, egli sostenne un atteggiamento piuttosto rigido volto a mantenere e a divulgare una profonda integrità morale, visse nel più puro ascetismo e vietò anche ogni divertimento, a tal punto che il popolo lo soprannominò il “Papa minga”, ovvero il “Papa no”.
Livio Odescalchi, unico nipote di Innocenzo XI, ottenne l’investitura di Duca del Sirmio, Duca e Principe del Sacro Romano Impero da decreto dell’Imperatore Leopoldo I con l’aggiunta, sopra la medesima, della Bolla d’Oro emanata nel 1698, titoli estesi a tutti i suoi discendenti.
Secondo gli autori di Imprimatur, Carlo Odescalchi, fratello del papa, finanziò la conquista dell’Inghilterra da parte del protestante Guglielmo d’Orange nel 1688 segnando la fine del cattolicesimo inglese. Tra documenti consultati e documenti introvabili, supposizioni e congetture, essi presentano una figura differente del papa, definito un “finanziatore degli eretici”, un “commerciante avido”, un “politico testardo”.

Autrice: Elena Felluca

ultima modifica: 10 febbraio 2014

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ANGUILLARA SABAZIA, UN PÒ DI STORIA

Anguillara Sabazia

Anguillara Sabazia

La testimonianza più antica relativa all’esistenza di Anguillara la troviamo in un tratto dalle Epistulae del giurista Proculo nel caso di Rutilia Polla: lacum Sabatem Angularium. L’origine del termine dovreva ricercarta nella forma ad angolo del promontorio su cui sorge il centro storico di Anguillara, ipoteticamente sede dell’abitato primitivo.

Resti di epoca romana sono stati trovati sia sommersi dalle acque del lago a pochi metri dalla riva, sia nell’entroterra, ad esempio presso le Mura di S. Stefano: si tratta generalmente di ritrovamenti di resti di edifici interpretati come ville dal III secolo a.C. in poi.

Sicuramente il complesso delle Mura di S.Stefano rappresenta un esempio tra i più interessanti di architettura fortificata di quel tipo di insediamento rurale noto nel Lazio tra l’VIII e il IX secolo come domuscultae, cioè grandi tenute agricole amministrate dal papato.

Anguillara Sabazia, centro storico.

Anguillara Sabazia, centro storico.

Il feudo di Anguillara appartenne alla omonima famiglia forse a partire dall’XI secolo fino al 1489: la prima menzione risale al 1020 per la vendita del diritto di pesca nel lago Sabatino fatta da Guido lllus. comes, filius Benzonis qui appellatur de Anguillara. A tal proposito una leggenda narrata da G. Silvestrelli ci racconta degli antenati di questi baroni che uccisero un drago in una tana chiamata Malagrotta ed in compenso ottennero la terra che avrebbero percorso a piedi in un giorno. Essi giunsero fino al lago Sabatino e si fermarono nel punto in cui venne edificato il loro castello ad Anguillara.

 

Anguillara Sabazia, centro storico.

Anguillara Sabazia, centro storico.

Nel XIII secolo Anguillara era solo in parte dei suddetti conti: Innocenzo III con una bolla del 1205 confermò al Capitolo Vaticano i diritti ch aveva sull’Anguillara, Onorio III nel 1217 ne attribuì metà all’Ospedale di S. Tommaso in Formis al Celio.
Nel 1243, dopo l’elezione di Papa Innocenzo IV, Pandolfo conte d’Anguillara parteggiò per Federico II e per i ghibellini, per rivalità coi Prefetti che allora stavano col pontefice. Per questo, ma per poco tempo, Pietro di Vico venne investito della contea d’Anguillara fino a quando Pandolfo tornò dalla parte guelfa.

Col tempo la famiglia si divise in più rami.

Everso II d’Anguillara militò col patriarca ViteIleschi contro i baroni del Lazio. Dopo la tragica fine di Giacomo di Vico nel 1435, ultimo dei Prefetti, acquistò alcuni dei feudi a lui confiscati, altri ne usurpò. Morto nel 1464, Paolo II ordinò ai suoi figli Francesco e Deifobo di restituirli, ma non avendo essi ubbidito, mandò contro di loro con milizie Federico d’Urbino ed il Card. Forteguerra e confiscò loro tutti i feudi nel 1465. Fra questi non era però l’Anguillara, perchè dopo la morte d’Everso era passata al nepote Domenico. E dopo la morte di Domenico fu devoluta aIla C. Ap. per mancanza d’eredi diretti della linea investita (1489).

Anguillara Sabazia.

Anguillara Sabazia.

Innocenzo VIII con boIla del 21 febbraio 1490 investi della contea d’Anguillara Franceschetto Cibo ed incluse i castelli comprati dallo stesso nel 1487: Cerveteri, Monterano, Stigliano, Rota,Viano, parte d’Ischia.

Il 3 settembre 1492, dopo la morte del papa, Franceschetto vendette a Virginio Orsini d’Aragona di Bracciano i castelli di Cerveteri, Monterano, Viano e i tenimenti e castelli diruti di Rota e ischia e l’intero contado di Anguillara.
Con istrumenti Benimbene del 12 settembre 1493 Gentile Virginio donò a suo figlio Carlo Anguillara, Cervetri, Monterano e Stigliano.
Nel 1497, nella guerra di Alessandro VI contro gli Orsini, questi perdettero l’Anguillara che riuscirono ad ottenere di nuovo poco dopo, ma il papa Alessandro VI li confiscò tutti di nuovo nel 1503. Li ricuperarono dopo la sua morte del papa, avvenuta nello stesso anno.

Nel 1518 i possedimenti di Carlo passarono al figlio Virginio: egli nella sua vita ricevette numerosi incarichi di prestigio e favori dai vari papi che si sono succeduti durante la sua vita, ma nel 1539, entrato in conflitto con papa Paolo III, venne spogliato del feudo di Anguillara e di altri suoi possedimenti, affidati a Pier Luigi Farnese, che gli vennero restituiti nel 1548.

Anguillara Sabazia.

Anguillara Sabazia.

Poco dopo morì senza lasciare eredi maschi e la contea di Anguillara tornò agli Orsini di Bracciano e, nel 1560, venne eretta a marchesato: in quell’anno papa Pio IV accordò a Bracciano il titolo di ducato, nominando primo duca Paolo Giordano Orsini, gli assoggettò Campagnano, Anguillara, Galera, Scrofano, Trevignano, Monterano, Cantalupo, Bardella, S. Gregorio, Saracinesco, l’Isola, Palo, Cerverteri, Vicovaro e volle che ogni primogenito del duca di Bracciano porti il titolo di marchese dell’Anguillara (A.O. II.A.25,023/B). Nel 1690 i fratelli Flavio e Lelio Orsini misero in vendita i loro feudi col beneplacido del papa Innocenzo XII. Nel 1683 la terra di Anguillara venne acquistata da Francesco Grillo de Mari di Mondragone.
Nel 1758 Clemente XIII eresse e a ducato a favore di Giuseppe Grillo.
Nel 1872 venne aggiunto il nome Sabazia con R. Decreto del 6 ottobre.

RIFERIMENTI e bibliografia relativa:
Celletti, V.
1963 Gli Orsini di Bracciano, Roma.
Silvestrelli, S.
1993 Citta castelli e terre della regione romana, (rist. anast. Roma, 1940).
Tomassetti, G.
1907 La Campagna Romana, Roma.
Autrice: Elena Felluca

ultima modifica: 26 dicembre 2013

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