XVII secolo

Imprimatur

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Imprimatur

R. Monaldi-F. Sorti, Imprimatur, De Bezige Bij, Amsterdam, 2010. Bandito dalle case editrici italiane, ma molto apprezzato all’estero, è un giallo filosofico-letterario che mette in discussione la figura di Innocenzo XI (Odescalchi).
Nel 1696 difficoltà economiche portarono Flavio Orsini a cedere il complesso di Bracciano, il Castello e i diritti sul lago Sabatino, acquistato all’incanto e aggiudicato per la cifra di 386.300 scudi da Livio Odescalchi. Famiglia originaria di Como, banchieri di professione, gli Odescalchi si stanziarono a Roma e dintorni a seguito dell’elevazione al soglio pontificio di un componente, Benedetto, col nome di Innocenzo XI (insediato nel 1676). Massimo Pontefice, fu molto attivo nella guerra contro l’invasione turca verso Occidente, fomentò la difesa della cristianità fornendo cospicui aiuti finanziari agli armamenti cristiani. Assertore dell’autorità pontificia, egli sostenne un atteggiamento piuttosto rigido volto a mantenere e a divulgare una profonda integrità morale, visse nel più puro ascetismo e vietò anche ogni divertimento, a tal punto che il popolo lo soprannominò il “Papa minga”, ovvero il “Papa no”.
Livio Odescalchi, unico nipote di Innocenzo XI, ottenne l’investitura di Duca del Sirmio, Duca e Principe del Sacro Romano Impero da decreto dell’Imperatore Leopoldo I con l’aggiunta, sopra la medesima, della Bolla d’Oro emanata nel 1698, titoli estesi a tutti i suoi discendenti.
Secondo gli autori di Imprimatur, Carlo Odescalchi, fratello del papa, finanziò la conquista dell’Inghilterra da parte del protestante Guglielmo d’Orange nel 1688 segnando la fine del cattolicesimo inglese. Tra documenti consultati e documenti introvabili, supposizioni e congetture, essi presentano una figura differente del papa, definito un “finanziatore degli eretici”, un “commerciante avido”, un “politico testardo”.

Autrice: Elena Felluca

ultima modifica: 10 febbraio 2014

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