XV secolo

Bracciano, resti di un’antica galleria sotterranea

Bracciano, voragine orientale

Bracciano, voragine orientale vista da est.

A Bracciano, in via del fossato, il cedimento del piano stradale avvenuto nel mese di novembre 2014 ha comportato l’apertura di due voragini che hanno portato alla luce un antico cunicolo sotterraneo. Si tratta di una galleria costruita in un momento attualmente non precisabile che corre internamente e parallelamente al muro di controscarpa del fossato datato tra la fine del XV e la prima metà del XVI secolo per munire l’abitato di Bracciano di una cinta di difesa.
Via del fossato corre ovest-est lungo il perimetro del borgo antico di Bracciano, le due voragini si sono aperte nella metà occidentale: la prima (qui denominata voragine orientale) è nei pressi del ponte moderno con dei difetti di stabilità, la seconda voragine (qui denominata voragine occidentale) è a poca distanza dall’altra verso ovest. In quest’ultima, oltre a un settore del cunciolo, vi è un selciato nel limite occidentale e i resti di un muro costruito in pietre di medie dimensioni nel limite meridionale orientato con andamento sud-est/nord-ovest, forse è parte del muro di controscarpa del fossato interrotto e distrutto.
La galleria ha la volta a botte, è completamente costruita in pietre di piccole e medie dimensioni, intonacata all’interno con visibili tracce di manomissioni in epoche successive alla sua messa in opera.

Feritoia della galleria.

Feritoia della galleria.

Non si conosce il suo reale sviluppo e altrettanto oscura rimane la sua funzione originaria e, tra le varie ipotesi, non è da escludere che possa trattarsi di un camminamento a scopo di difesa che permetteva lo spostamento da una parte all’altra del perimetro difensivo al coperto e al riparo dai colpi durante gli attacchi nemici. È dotata di feritoie ed è facile supporre che fosse in relazione alla torre sud-orientale delle mura di difesa. È probabile che tale impianto  sia stato impiegato in funzioni differenti nel tempo. Attualmente, infatti, parte di questo cunicolo viene utilizzato per lo scorrimento delle acque di fognatura mista: in un angolo della voragine occidentale è stata notata una grossa tubatura moderna che immette nel cunicolo antico acqua che scorre a forte velocità proveniente, presumibilmente, dalla zona “alta” di Bracciano nei pressi del Convento dei Cappuccini.

A tal proposito si veda anche http://www.lagone.it/2014/11/26/voragini-portano-luce-cunicolo-antico-bracciano/

Bracciano, voragine orientale

Bracciano, voragine orientale vista da est, galleria.

Bracciano, voragine orientale

Bracciano, voragine orientale vista da est, particolare galleria.

Bracciano, voragine orientale

Bracciano, voragine orientale vista da ovest, galleria.

Bracciano, voragine orientale

Bracciano, voragine orientale vista da ovest, particolare galleria.

Bracciano, voragine occidentale

Bracciano, voragine occidentale vista da est: a sinistra tubatura moderna, a destra selciato.

 

Bracciano, voragine occidentale

Bracciano, voragine occidentale vista da ovest: a sinistra la galleria, a destra (oltre la tavola di legno) i resti del muro di cinta.

Autrice: Elena Felluca

ultima modifica: 22 marzo 2015

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Trevignano Romano, chiesa di Santa Caterina d’Alessandria

Trevignano Romano

Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria.

La chiesa di Santa Caterina d’Alessandria a Trevignano Romano venne realizzata nella seconda metà del XV secolo inglobando e ristrutturando una preesistente chiesa dell’XI-XII secolo. Le mura in opera reticolata presentano delle irregolarità nell’esecuzione che, insieme alla facciata con la lesena in asse, avvicina le sue caratteristiche architettoniche alle tecniche medievali. I cubilia di pietra lavica leucitica sono stati probabilmente ricavati da un edificio di epoca romana (G. Ortolani, Aspetti costruttivi in chiese medievali del territorio di Bracciano, in AA VV, Antichità Tardoromane e Medievali nel territorio di Bracciano, pp. 100-124, Roma: 1991).

Trevignano Romano

Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria.

Trevignano Romano

Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria.

Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria.

Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria.

Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria.

Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria.

…continua

Autrice: Elena Felluca

ultima modifica: 11 luglio 2014

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Castello di Bracciano. Affresco attribuito ad Antoniazzo Romano e collaboratori.

…facciamoci a salire una cordonata a mattoni, diposti a spina di pesce, la quale ci mensa sotto un alto e spazioso arco, la cui volta è ornata di rosoni dipinti: ed un grandioso affresco, lungo 11 metri, alto 3,95 ne occupa tutta la parete destra. È da avvertire, che prima dei recenti lavori, ideati dal principe proprietario, questo arco era ridotto a sala interna, con cappella, decorata al tempo in cui i Torlonia tennero il castello.
L’affresco venne strappato dalla parete originaria nel 1964, posto su tela e appeso nella sala dei Cesari per preservarlo dalle intemperie.

Sono raffigurati due momenti importanti della vita di Gentil Virginio Orsini: sul lato destro è l’incontro con Piero de’ Medici e sul lato sinistro la cavalcata cerimoniale.
Nel mese di novembre 1487 Piero de’ Medici insieme alla madre Clarice (degli Orsini di Monterotondo e moglie di Lorenzo il Magnifico) per condurre la sorella Maddalena in sposa a Franceschetto Cybo (figlio di papa Innocenzo VIII). L’incontro con Gentil Viriginio è rappresentato tra personaggi membri dei rispettivi seguiti verosimilmente in origine riconoscibili nella fisionomia. Sullo sfondo una facciata o arco di trionfo non identificato.

Affresco. Particolare.

Affresco. Particolare.

La cavalcata cerimoniale dovette avvenire il 27 ottobre 1489, quando Gentil Virginio prese possesso del supremo comando delle milizie aragonesi. Egli è su cavallo bianco, indossa la collana d’oro dell’ordine dell’ermellino e impugna la mazza ferrata di capitano generale. Segue una lunga fila di cavalieri e fanti, i personaggi in primo piano dovevano avere le sembianze reali poi manomesse dai vari interventi di “restauro” avvenuti nel tempo. Sullo sfondo paesaggistico vi sono rocche e castelli di proprietà Orsini: sopra Gentil Virginio si vede il castello di Bracciano su un’altura rocciosa, a sinistra il lago di Bracciano, Anguillara Sabazia con elevate torri e Trevignano Romano del quale vediamo delle navi ormeggiate in un porticciolo nell’insenatura tra l’altura di Montecchio e il promontorio della rocca. Altre strutture poco visibili sono di difficile interpretazione.

Affresco attribuito ad Antoniazzo Romano e collaboratori, fine XV secolo.

Affresco attribuito ad Antoniazzo Romano e collaboratori, fine XV secolo.

Arco ove era collocato l'affresco fino al 1964.

Arco ove era collocato l’affresco fino al 1964.

Il fatto che fosse originariamente su una parete esterna della corte del castello è un’errata convinzione: lo spazioso arco appare come una sorta di ampia galleria con le estremità aperte, ma in origine era una sala chiusa e la scalinata con mattoni a spina di pesce non esisteva. L. Borsari attribuì l’affresco ad Antoniazzo Romano sulla base di una lettera che il pittore scrisse a Gentil Virginio nella quale egli menziona due opere da realizzare, una sotto un arco, probabilmente all’aperto, l’altra all’interno di una sala. Sulla base di questa documentazione lo studioso ha collegato la lettera all’affresco che a lui appariva essere sotto un arco:
Signor mio Ill.mo,
A questi di passati Maestro Francesco me venne ad trovare et mi disse che era tornato da Venetia perchè haveva comprato tutti quelli colori li haveva imposto la vostra Illustris.ma S. dovessi comprar. Et me sollecitava grandemente devessi venir ad incomenzare el lavoro. Io li risposi che era paratissimo: et che on desiderava altro nocte et dì si non de venire ad servire la vostra Illustris.ma S. Si che pertanto adviso quella si voglia dignare de far fare un ponte allarco et un altro in nella sala che tenga tutta una faccia della sala. Perchè impedendomi li fredi et giacci grandissimi che sonno adesso, la colla et l’opera che io fecessi in nello arco se veneria ad giacciar. Et la vostra Ill.ma Signoria non veneria ad esser ben servita da me. Per la qual cosa io ho deliberato quando seranno li giacci de lavorar et dipinger in nella sala: et quando serranno li tempi dolci et che la colla non se possa venir ad giacciar de lavorare in esso arco et dipinger più presto larco che la sala concedendome questo el tempo. Aduncha donde che la S.V. Ill.ma ha inteso el bisogno, prego quella se degni de far spacciar li ponti in essi lochi de sopra nominati quanto più presto meglio, et facti che serranno questi se degni farmescrivere una piccola letteruza, overo de mandarme un piccolo messo et subito io me ne venerò colla mia turba de lavoranti, perchè non essendo facti li ponti tutti li miei lavoranti che io menassi con mi veneriamo a perder tempo,et ad me incurreria non piccolo danno. Non altro. Si non che mi ricommando alla vostra Illustriss.ma S. la quale conservi sempre Idio in prospero et felice stato. Vale. Rome die prima mensis Januarii 1491.
Voster humillimus servus
Antonatius Pictor.

Negli anni ’980 Anna Cavallaro studiò le figure e attribuì l’opera ai collaboratori di Antoniazzo Romano su progetto di Francesco di Giorgio Martini.
Non sappiamo quando esattamente l’arco sia stato aperto.
Ad ogni modo, il dispositvo di ingresso e il sistema di circolazione nel castello fino alla metà del XVI secolo era totalmente diverso rispetto a quello attuale: si accedeva al primo livello dell’ala nord per mezzo di una scala a chiocciola posta nelle armerie sul lato sinistro dell’entrata, ora rimane solo un vano cilindrico.

Pianta castello, prima metà XVI secolo.

Pianta castello, prima metà XVI secolo.

Pianta castello, prima metà XIX secolo.

Pianta castello, prima metà XIX secolo.

Pianta castello, fine XIX secolo (più o meno corrisponde all'attuale).

Pianta castello, fine XIX secolo (più o meno corrisponde all’attuale).

RIFERIMENTI e bibliografia relativa:
Aa. Vv.
1981 Il ‘400 a Roma e nel Lazio. Bracciano e gli Orsini. Tramonto di un progetto feudale, Roma.
Borsari, L. – Ojetti, R.
1895    Il Castello di Bracciano. Guida Storico-Artistica, Roma.
Cavallaro, A.
Antoniazzo Romano e gli antoniazzeschi, Udine.

Autrice: Elena Felluca

ultima modifica: 28 dicembre 2013

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Bracciano, la chiesa di San Sebastiano

Adiacente all’Ospedale Vecchio di Bracciano vi è la chiesa di San Sebastiano, una delle più antiche del paese ricostruita più volte nel tempo. Non sappiamo esattamente l’anno di costruzione, ma l’affresco absidale ci permette di stabilire una data anteriore al 1491 (fine XV secolo): è rappresentata la Madonna tra i Santi Stefano, Pietro, Paolo e Sebastiano e il Padre Eterno tra due angeli nella calotta.
L’opera viene attribuita ad Antoniazzo Romano e/o collaboratori, la sua realizzazione viene collocata tra il 1491 e il 1499.
Sopra la Madonna compare la scritta …MARIAE STEPHANUS PAGNOTTA….ANNO DOMINI M…CCLXXXXV… quindi una data verosimile tra il 1495 e il 1499.

Bracciano, chiesa di San Sebastiano

Bracciano, chiesa di S. Sebastiano. Affresco absidale, fine XV secolo

RIFERIMENTI e bibliografia relativa:
Cavallaro, A.
1992 Antoniazzo Romano e gli Antoniazzeschi. Udine, Campanotto Editore.

Autrice: Elena Felluca

ultima modifica: 10 dicembre 2013

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