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Aqua Traiana e aqua Paula

A quattro anni dall’inizio delle ricerche dell’aqua Traiana e dell’aqua Paula, ossia il maestoso acquedotto voluto da Traiano e ripristinato da Paolo V, si è giunti ad aver percorso svariati km sottoterra e in superficie, da Pisciarelli, frazione di Bracciano, dove l’acquedotto ha inizio, fino ad arrivare al labirinto delle Sette Botti, passando per il ninfeo di Venere. Ricordiamo che Traiano collegò numerose sorgenti intorno al lago di Bracciano per condurre acqua a Roma.

La documentazione da me prodotta, con l’ausilio di validi collaboratori, è fatta di rilievi, fotografie e recupero di dati storici.

Per saperne di più si vedano le mie pubblicazioni nei quaderni Sabatia Regio e la bibliografia relativa in essi contenuta.

Le ricerche continuano… Continua a leggere

Bracciano, resti di un’antica via basolata

Bracciano, resti di un'antica via basolata

Bracciano, resti di un’antica via basolata, forse si tratta della via Clodia realizzata in epoca repubblicana (III o II secolo a.C.?) su tracciato più antico.
Essa, piuttosto articolata in varie diramazioni, collegava diversi centri dell’Etruria, da Roma fino a Cosa o a Roselle, tra questi, ricordiamo, Forum Clodii, localizzabile nella Macchia della Fiora a monte della tenuta di San Liberato.
Alcune strade e sentieri attuali ricalcano perfettamente alcuni tratti dell’antica via, talvolta i basoli si scorgono sotto un sottile strato di terra…

Bracciano, tenuta di Vicarello, edificio termale

Bracciano, tenuta di Vicarello, edificio termale (Archivio storico del Collegio Germanico Ungarico)

Bracciano, tenuta di Vicarello, edificio termale.
Nel 1928, la Società Acqua e Terme, proprietaria ed esercente delle antiche terme Apollinari di Stigliano, presentò un atto di diffida contro il Collegio Germanico Ungarico, proprietario delle terme di Vicarello, accusandolo di utilizzare in modo improprio l’appellativo Apollinari sostenendo che, su basi storiche, solo i bagni di Stigliano potevano essere identificate con le antiche terme Apollinari. Quindi, rivendicò tale denominazione a titolo esclusivo e pretese che il Collegio lo togliesse evitando di adoperarlo ulteriormente. Ma il Collegio declinò ogni responsabilità, sottolineando i fondamenti storici e archeologici per la scelta del nome.