Acquedotto Traiano-Paolo

L’acquedotto Traiano-Paolo, ossia l’Acqua Paola, raccoglie varie sorgenti nelle colline boschive a nord-ovest del lago di Bracciano, percorre grossomodo la circonferenza del lago fino ad Anguillara Sabazia ove devia verso Roma sfociando sul Gianicolo. L’intero acquedotto entrò in funzione nel 1612, quando Paolo V Borghese ripristinò alcuni dei condotti di epoca romana costruiti per volere dell’imperatore Traiano al fine di rifornire di acqua potabile la XIV regione transtiberina. Tra la metà del XVII e il XIX secolo vennero introdotte dapprima le acque del lago di Bracciano e, in un secondo momento, dei laghi di Martignano e di Stracciacappe per mezzo di canali e fossi di collegamento. La sua funzione principale era quella di rifornire fontane pubbliche, mole, opifici, giardini, vigne, orti a Roma.
Nel 2013 chi scrive ha avviato un progetto di ricerca freelance volto ad approfondire la conoscenza della storia, del percorso e della struttura dell’acquedotto: sulla base dei documenti antichi cutoditi negli archivi storici, comprese le piante del percorso, e della poca letteratura storica che descrive solo alcuni tratti, sono state effettuate delle ricognizioni intorno al lago di Bracciano per individuare le sorgenti e il tragitto effettivo, inoltre sono stati ispezioni alcuni condotti e alcune camere di captazione con l’ausilio parziale del Gruppo Speleo Archeologico Vespertilio.
Sappiamo che a Paolo V vennero concesse solo alcune sorgenti dell’aqua Traiana, quindi bisogna distinguere la vita dell’acquedotto in due momenti principali: inizialmente, l’acquedotto voluto da Traiano doveva raccogliere molte sorgenti e doveva essere molto più articolato rispetto all’aqua Paula, ossia rispetto al successivo acquedotto Traiano-Paolo.
Le ricerche sono state concentrate nella fascia compresa tra il fosso di Grotte Renara al Fosso della Calandrina-Fosso di Ponte Morichella nel territorio comunale di Bracciano, Manziana, Oriolo, Bassano e Trevignano Romano.

Sembra che Belisario e alcuni pontefici intervennero con restauri e rifacimenti durante il medioevo: Onorio I, Adriano I, Gregorio IV, Niccolò I.
Con Istromento 23 agosto 1608 Virginio Orsini, secondo duca di Bracciano e possessore del territorio lacuale, cedette a Paolo V alcune sorgenti e condotti antichi del suo ducato per fare in modo che a Roma arrivasse acqua potabile: […] 1. Che il signor Don Virginio dà, e concede à Nostro Signore, e successori, e ministri sopra ciò deputati l’acque delle mole vecchie di Bracciano, l’acqua della Vigna Orsina, quella di Venere, il primo Rio, ed il secondo Rio vicino à Trivignano, non vendute fin’ora dagli architetti, e non misurate. 2. Che l’acque del Rio delle Cisterne, l’acqua che serve alle mole di Bracciano, alla vigna grande che sono Fiore, Matrice, e Carestia, o se altro vi fosse, dell’acqua dell’Orsina oncie sei, quella del Rello vicino all’Orsina, quella che si trova vicino a Vicarello verso Bracciano, quella del rio delle Donne, e l’acqua di Valdagieri, devine tutte restare interamente libere al signor Don Virginio, e nel suo stato per potersene servire nel modo, e dove gli bisogni senza poterne mai per alcun tempo ricevere alcuna molestia, ò difficoltà. 3. Che il detto signore dà facoltà alli detti Ministri, che per spazio di trenta mesi possano cercare per la tenuta di Vicarello, territorio di Trivignano, dell’Anguillara, di Galera, per la Tenuta di Monte Maria grande, Monte Maria piccola, e della Storta, luoghi dello stato di sua eccellenza se trovino altre acque, come si crede che ve ne siano, e trovandole inconduttarle insieme con le altre sopradette; e da detto tempo in là non se ne possa più cercare. 4. Che circa li danni, che occoreranno farsi per dove passerà il condotto, se saranno nelli terreni di sua eccellenza non se li devi cosa alcuna, ma se sarano nelli terreni de privati, ò fuori sudditi tagliandoseli vigne, oliveti, arboreti, case, ò altro, da che veramente, et effettualmente ricevino danno gli si debba pagare tutti li danni, che ricevessino, e siano tenuti, ed obligati à dare il passo libero [...]. La cessione avvenne in cambio di 25.000 scudi e della metà delle acque che andava a favore del duca Orsini.

Analizzando i due elenchi di sorgenti e condotti antichi riportati nel documento, si può tentare una loro identificazione considerando il cambiamento dei toponimi nel tempo e la perdita della memoria dei luoghi attraverso la lettura delle tracce sul terreno, nei fossi ancora attivi o prosciugati, sorgenti, canali, e identificando i resti di antiche strutture, condotti, pozzi, cisterne, fontanili, dighe e opere di sbarramento dei corsi d’acqua. Ad esempio, l’acqua della Vigna Orsina va identificata nella sorgente attiva ancora oggi nell’omonima tenuta dove era un lago artificiale, o cisterna, che secondo V. van Hagen contribuiva ad alimentare il condotto principale.

ASO IF4 (parziale)

Pianta parziale Vigna Orsini, Vicarello, Trevignano Romano. Copia del 1809. Collezione privata e Archivio di Stato, fondo Odescalchi (ASO IF4).

Valdagieri sembra essere il nome antico di Val d’Aia, ossia la zona settentrionale della tenuta. Le recenti ricerche permettono di ipotizzare che l’acqua di Valdagieri derivasse da un insieme di sorgenti le cui acque venivano captate direttamente dal suddetto fosso e convogliate all’interno dell’acquedotto traianeo. In tal senso vengono interpretati i resti di un muro di sbarramento delle acque individuati nel fosso in relazione a un cunicolo scavato nella parete rocciosa parzialmente rivestito in opera laterizia. Purtroppo il cunicolo è percorribile per pochi metri, poi è interrato e una frana ha provocato la perdita del tratto che lo univa al muro di sbarramento (si veda articolo su Scintilena).

Bracciano, Vicarello, particolare muro di sbarramento nel Fosso di Monte Sassano-Fosso delle Ferriere.

Bracciano, Vicarello, particolare muro di sbarramento nel Fosso di Monte Sassano-Fosso delle Ferriere.

Bracciano, Vicarello, particolare cunicolo lungo la parete del Fosso di Monte Sassano-Fosso delle Ferriere.

Bracciano, Vicarello, particolare cunicolo lungo la parete del Fosso di Monte Sassano-Fosso delle Ferriere.

Inizialmente l’Acqua Paola mescolava acque sorgive che, oltre al fontanone del Gianicolo, riforniva altre fontane pubbliche, mole, opifici, giardini, vigne e orti.
Sembra che Innocenzo X allacciò una nuova sorgente presso Polline tra il lago di Bracciano e il lago di Martignano.
Alessandro VII volle potenziare la portata del condotto principale ipotizzando la possibilità di captare le sorgenti della Fiora proprio per mantenerne la purezza, ma il progetto non venne mai realizzato. Poco tempo dopo, Clemente X, con Chirografo del 3 giugno 1673 e Istromento del 6 agosto 1675, stipulò un nuovo accordo con Flavio Orsini ottenendo la possibilità di pescare acqua dal lago di Bracciano e introdurla nel condotto principale aumentandone notevolmente la portata per rifornire una seconda fontana in piazza S. Pietro, ma a discapito della qualità, da ciò deriva il detto popolare valere quanto l’acqua Paola. All’epoca fu necessario adottare degli accorgimenti per regolare il regime dell’acqua lacustre e assicurarne la costanza, tra questi vi fu la costruzione di un muro di argine presso l’emissario Arrone, la costruzione di un condotto nuovo e di un edificio di presa. È ben visibile la struttura realizzata da Pio VI e ancora in uso, sebbene sia stata dotata di macchinari moderni. Sono documentati lavori successivi per assicurarne la portata e per evitare l’accumulo di detriti e infiltrazioni all’interno del condotto causati dalle correnti e del moto ondoso del lago in particolari condizioni meteorologiche, oltre ad accorgimenti tecnici per evitare che le fluttuazioni stagionali influissero troppo sulla quantità di acqua trasportata.
Un ulteriore potenziamento ebbe luogo intorno al 1829, quando venne introdotta l’acqua dal lago di Martignano in quello di Bracciano tramite di un canale sotterraneo che confluiva in un fosso aperto attraverso una valle boscosa. Gli effetti negativi consistevano nell’accumulo di terra, frasche e sabbia, come anche pesci e insetti, all’interno del condotto. Questo allaccio serviva come supplemento nelle stagioni in cui poteva verificarsi una portata scarsa del lago di Bracciano. Una operazione analoga venne organizzata poco tempo dopo presso il lago di Stracciacappe.

Nel 1937 la gestione dell’acquedotto passò all’A.G.E.A., poi A.C.E.A., come indicato dalle scritte sui tombini di ispezione e sulle colonnette segnaletiche. Esse sono di due tipi: uno è in pietra lavica con sommità stondata sul quale è scolpito AR, mentre l’altro tipo è di forma cubica con la scritta A.C.E.A. A.R.

Benchè alcune sorgenti siano ancora attive e le acque scorrano all’interno dei condotti, lo stato di conservazione attuale dei tratti indagati e qui presentati tra Bracciano e Trevignano Romano, soprattutto il ramo del Fosso di Grotte Renara, non permette la corretta funzione, ossia le varie fratture lasciano fuoriuscire e disperdere le acque nei campi e nei fossi, quindi non riescono a giungere a Roma come in origine. Al contrario, la captazione dal lago di Bracciano è a tutt’oggi attiva.

(in costruzione)

I risultati delle ricerche fino ad ora raggiunti saranno presto presentati in modo dettagliato.

Nel 1830, a La Storta, nei pressi dell’acquedotto Paolo, venne trovato un cippo di travertino sulla quale era un’iscrizione commemorativa relativa alla costruzione di un acquedotto avvenuta per volere dell’imperatore Traiano. Ad oggi, essa è esposta ai Musei Vaticani.

Cippo di travertino, commemorazione dell'aqua Traiana (Musei Vaticani).

Cippo di travertino, commemorazione dell’aqua Traiana (Musei Vaticani).

imp. CAESAr
divi NERVAE.F.Nerva
tRAIANUS.Aug
GERM.DACIC
poNT.MAX.TR.POT.XIII
IMP.VI.COS.V.P.P.
AQVAM.TRAIANAM
PECVNIA.SVA
IN VRBEM.PERDVXIT
EMPTIS.LOCIS
PER.LATITVD.P.XXX.

L’imperatore Cesare, figlio del Divo Nerva, Nerva Traiano Augusto Germanico Dacico, pontefice massimo, nella tredicesima potestà tribunizia, acclamato imperatore per la sesta volta, console per la quinta, padre della patria, ho fatto addurre fino alla città, a spese proprie, l’aqua Traiana, dopo aver acquistato una fascia larga 30 piedi.

 

L’aquedotto Paolo termina sul Gianicolo con una bellissima mostra.

Fontanone del Gianicolo

Fontanone del Gianicolo

Fontanile dell'acqua Precilia, Bracciano.

Fontanile dell’acqua Precilia, Bracciano.

Scalinata che conduce al fontanile dell'acqua Precilia. Bracciano.

Scalinata che conduce al fontanile dell’acqua Precilia. Bracciano.

Condotto presso la scalinata che conduce al fontanile dell'acqua Precilia. Bracciano.

Condotto presso la scalinata che conduce al fontanile dell’acqua Precilia. Bracciano.

Bottino di presa su zoccolo di roccia tufacea, Bracciano.

Bottino di presa su zoccolo di roccia tufacea. Bracciano.

Bottino di presa su zoccolo di roccia tufacea, particolare. Bracciano.

Bottino, particolare. Bracciano.

Aqua Traiana-Paola. Fosso di Grotte Renara. Ponte-condotto.

Aqua Traiana e aqua Paula. Ponte-condotto “del Pettinicchio”. Bracciano.

Aqua Traiana-Paola. Fosso di Grotte Renara. Ponte-condotto.

Aqua Traiana e aqua Paula. Ponte-condotto “del Pettinicchio”. Bracciano.

Aqua Traiana-Paola. Fosso di Grotte Renara. Ponte-condotto.

Aqua Traiana e aqua Paula. Ponte-condotto “del Pettinicchio”. Bracciano.

Aqua Traiana-Paola. Fosso di Grotte Renara.

Aqua Traiana e aqua Paula. Bracciano.

Aqua Traiana-Paola. Fosso di Grotte Renara. Bottino di presa?

Aqua Traiana e aqua Paula. Bottino di presa. Bracciano.

Aqua Traiana-Paola. Fosso di Grotte Renara. Bottino di presa?

Aqua Traiana e aqua Paula. Bottino di presa. Bracciano.

Aqua Traiana-Paola, cippo. Fosso di Grotte Renara.

Aqua Traiana e aqua Paula, cippo. Bracciano.

Aqua Traiana-Paola, cippo. Fosso di Grotte Renara.

Aqua Traiana e aqua Paula, cippo. Bracciano.

Aqua Traiana-Paola, interno. Valle del Paradiso.

Aqua Traiana e aqua Paula, interno. Bracciano.

Aqua Traiana-Paola, interno. Fosso di Grotte Renara.

Aqua Traiana e aqua Paula, interno. Bracciano.

Aqua Traiana-Paola, pozzo. Fosso di Grotte Renara.

Aqua Traiana e aqua Paula, pozzo. Bracciano.

Aqua Traiana-Paola, pozzo. Fosso di Grotte Renara.

Aqua Traiana e aqua Paula, pozzo. Bracciano.

Aqua Traiana-Paola, interno. Bracciano

Aqua Traiana e aqua Paula, interno. Bracciano.

Aqua Traiana-Paola, interno. Bracciano.

Aqua Traiana e aqua Paula, interno. Bracciano.

Aqua Traiana-Paola, interno. Bracciano.

Aqua Traiana e aqua Paula, interno. Bracciano.

Aqua Traiana-Paola. Poggio di Grotte Renara.

Aqua Traiana e aqua Paula. Bracciano.

Aqua Traiana-Paola. Poggio di Grotte Renara.

Aqua Traiana e aqua Paula. Bracciano.

Aqua Traiana-Paola. Poggio di Grotte Renara.

Aqua Traiana e aqua Paula. Bracciano.

Aqua Traiana-Paola. Settevene-Palo (Circumlacuale).

Aqua Traiana e aqua Paula. Settevene-Palo (Circumlacuale). Probabile condotto originario di Traiano. Opera mista: laterizio + opera reticolata.

Aqua Traiana-Paola. Settevene-Palo (Circumlacuale).

Aqua Traiana e aqua Paula. Settevene-Palo (Circumlacuale). Probabile condotto originario di Traiano. Opera incerta o rifacimento di una rottura.

Aqua Traiana-Paola. Vicarello.

Aqua Traiana e aqua Paula. Vicarello.

Aqua Traiana-Paola. Vicarello.

Aqua Traiana e aqua Paula. Vicarello.

Aqua Traiana-Paola e Casino Valadier. Vicarello.

Aqua Traiana e aqua Paula. Vicarello.

Aqua Traiana-Paola. Ponte-condotto. Bracciano.

Aqua Traiana e aqua Paula. Ponte-condotto. Bracciano.

Aqua Traiana-Paola. Bracciano

Aqua Traiana e aqua Paula. Bracciano.

Aqua Traiana-Paola, cippi segnalatori?. Vicarello.

Aqua Traiana e aqua Paula, Vicarello.

Aqua Traiana-Paola, cippi segnalatori?. Trevignano Romano.

Aqua Traiana e aqua Paula, pozzo. Trevignano Romano.
Trevignano Romano, acquedotto Paolo e diramazione per rifornire il fontanile.

Trevignano Romano, acquedotto Paolo e diramazione per rifornire il fontanile.

Anguillara Sabazia

Anguillara Sabazia, località La Marmotta. Edificio di presa sul lago Sabatino voluto da Pio VI nel 1787, detto “il Castello dell’Acqua”.

Anguillara Sabazia.

Anguillara Sabazia, località La Marmotta. Edificio di presa sul lago Sabatino voluto da Pio VI nel 1787, detto “il Castello dell’Acqua”.

Fontanone del Gianicolo

Iscrizione commemorativa dell’opera voluta da Paolo V nel settimo anno di pontificato (1612), ma è menzionata erroneamente l’aqua alseatina a causa di un errore di interpretazione. Egli affidò i lavori agli architetti Giovanni Fontana e Flaminio Ponzio. Lo stemma in alto è appunto del papa, membro della famiglia Borghese.

Fontanone del Gianicolo

Stemma di papa Paolo V Borghese.

Fontanone del Gianicolo

Iscrizione commemorativa dell’ampliamento voluto da Alessandro VIII nel secondo anno di pontificato (1690). Egli affidò i lavori all’architetto Carlo Fontana. Lo stemma in alto è appunto del papa, membro della famiglia Ottomboni.

Fontanone del Gianicolo

Fontanone del Gianicolo, particolare.

Fontanone del Gianicolo

Fontanone del Gianicolo, particolare.

 

 

 

 

Fontanone del Gianicolo

Fontanone del Gianicolo, particolare.

Fontanone del Gianicolo

Fontanone del Gianicolo, particolare.

 

 

Fontanone del Gianicolo

Fontanone del Gianicolo, particolare.

Fontanone del Gianicolo

Fontanone del Gianicolo, particolare.

RIFERIMENTI e bibliografia relativa:
in costruzione

 

Autrice: Elena Felluca

ultima modifica: 21 agosto 2015

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