Castello di Bracciano, differenze architettoniche

Il castello di Bracciano venne edificato nella seconda metà del XV secolo per volere della famiglia Orsini inglobando una Vecchia Rocca medievale. Nel 1696 passò agli Odescalchi, ancora oggi proprietari. Attualmente parte del castello è adibito a museo aperto al pubblico.
In origine è stato concepito per essere piazzaforte militare e palazzo di rappresentanza, Castello di Braccianoesso costituisce un misto di architettura militare e civile legata sia all’esperienza medievale di fortezza inespugnabile eretta a scopo difensivo con elevate torri merlate, camminamento di ronda, cinte murarie imponenti e invalicabili, facciate esterne massicce e pareti regolari, sia ad una nuova concezione rinascimentale di residenza del signore, soprattutto per quanto riguarda gli interni: le stanze e le sale si susseguono in fughe prospettiche di porte allineate, locali ampi dotati di grandi camini, estrema cura nel trattamento decorativo degli interni. Gli architravi delle porte e delle finestre sono realizzate con colonne di roccia basaltica ben levigate e modanate, sull’architrave è spesso scolpito lo stemma della famiglia Orsini. Le finestre costituivano l’unica fonte di illuminazione naturale, i recessi o nicchie dietro di esse hanno le dimensioni di piccole stanze e contengono, su ciascun lato, un sedile di pietra. La pavimentazione è in mattoni di cotto. Ogni stanza possiede un camino costruito nel muro insieme alle canne fumarie incassate all’interno decorati con candelabre di elementi naturalistici fatti di fiori e piante, figure umane animali fantastici.

Castello di Bracciano

Corte interna e ala ovest

Solo due ali del castello sono abitabili e differiscono tra loro nella ripartizione interna degli ambienti: ala nord, prospiciente il lago, e ala ovest, prospiciente piazza Mazzini. Entrambe sono su tre livelli, ma posti su quote differenti ad eccezione del livello della corte interna (o corte d’onore),ove il livello intermedio dell’ala nord è sullo stesso piano del primo livello dell’ala ovest. È soprattutto nelle facciate verso la corte interna che si nota l’incontro di due correnti architettoniche differenti: l’ala nord è compatta e continua costruita con blocchi di pietra rivelando una tecnica e un gusto più antichi rispetto all’altra; l’ala ovest ha una facciata interna porticata a due ordini di arcate in mattoni suddivise ritmicamente da colonne in roccia basaltica a sezione ottagonale e capitelli elaborati con stemma Orsini. In passato la corte era pavimentata.

L’ala nord si sviluppa su tre livelli: il livello più basso consiste nelle antiche armerie, in origine il deposito di armi e munizioni, nel XIX secolo l’intero settore venne denominato il cantinone. Il livello intermedio e il livello superiore dell’ala nord avevano funzione di rappresentanza.

Anche l’ala ovest è su tre livelli, quello inferiore è sulla stessa quota del livello intermedio dell’ala nord: nei primi due livelli erano le camere da letto e gli appartamenti della nobiltà, ciascuna sala con accesso autonomo dal loggiato, ma all’interno collegate tra loro. Il livello superiore, ove erano gli alloggi per la servitù, diferisce nella planimetria: un lungo corridoio centrale sul quale si aprono a destra e a sinistra stanze di varia grandezza solo alcune dotate di camino. In origine dovevano esservi dei soffitti a cassettoni oggi perduti.

I declivi esterni aspri sono stati addolciti con terrapieni rivestiti di mura di contenimento che costituiscono parte dell’impianto difensivo realizzato nella seconda metà del XVI secolo. Oggi hanno l’aspetto di veri e propri giardini con alberi e piante di varie specie, ma è versosimile che funzione e aspetto abbiano subito modifiche nel tempo.

Così come lo vediamo attualmente è il risultato di vari interventi strutturali, benchè l’impianto portante sia quello originario della seconda metà del XV secolo.
Alla fine del XIX secolo Baldassarre III Odescalchi affidò la direzione dei restauri del castello principalmente all’architetto Raffaello Ojetti fornendo delle istruzioni o idee, non solo per ripristinare elementi ipoteticamente originari manomessi dai Torlonia, possessori del castello per i quarant’anni dell’Ottocento, ma anche apportando vere e proprio modifiche strutturali in alcuni settori.

La pianta 1 (ASO VIIG10) mostra come era il castello nella prima metà del XVI secolo, la pianta 2 (rielaborata su Borsari-Ojetti 1895) è una ricostruzione schematica di come è attualmente.

Cosa è cambiato?

Castello di Bracciano

Castello di Bracciano, portone d’ingresso. L’iscrizione recita: “Napoleone della Gente Orsina mi fondò. Respingo i colpevoli, difendo i buoni”.

Castello di Bracciano

Castello di Bracciano, ingresso antiche armerie.

Da come ci racconta un documento del XVIII secolo (ASO VIIG10), l’ingresso, probabilmente quello attuale, conduceva in un corridoio da identificare con le antiche armerie, l’unico possibile vista la corrispondenza con la descrizione: [...] Hà l’ingresso detto palazzo per un ampia porta, e corridore tutto scavato nella pietra, molto più dura del tufo ordinario, rilevandosi sop.a di esso un’alta torre ben munita, con officine interiori per la difesa, al meridiano orientale, e ponente, lo cingono sei smisurati torrioni rotondi, e merlati, d’unaltezza, e larghezza non ordinaria, sù le quali si ponno maneggiare faccilm.te cannoni, et ogn’altra machina militare. A tramontana, verso il lago, lo rachiudono gran muraglioni, che formano una vasta facciata del palazzo [...] (ASO VIIG10)

Castello di Bracciano

Castello di Bracciano, antiche armerie, vano cilindrico ove era la scala a chiocciola d’accesso al piano superiore.

Si accedeva in un’atrio (come oggi) e da lì al primo livello dell’ala nord per mezzo di una stretta scala a chiocciola posta nelle armerie sul lato sinistro dell’entrata, ora rimane solo un vano cilindrico nel quale Bladassarre III voleva fosse ricostruita.
La scala a chiocciola orientale deve essere stata aggiunta negli anni ottanta del Cinquecento, quando Giacomo del Duca lavorò per la messa in opera di balconate, recinti e sculture di vario genere e i giardini su terrapieno, in particolare essa permetteva l’accesso al cosiddetto Giardino Segreto, ma anche alla Sala Papalina all’estremità orientale del  I piano (livello della corte).

Probabilmente appartiene alla fine del XIX secolo la grande scalinata a “L” che dall’atrio di ingresso immette nella corte interna passando sotto un’ampia galleria, ove era il grande affresco attribuito ad Antoniazzo Romano e collaboratori, quindi in origine la corte era chiusa su tutti i lati.

Castello di Bracciano

Castello di Bracciano, atrio d’ingresso: la scalinata a “L” in origine non esisteva. A destra è l’ingresso alle antiche armerie.

Col tempo andò perduta la lunga sala rettangolare desinente con abside che nel piano superiore corrispondeva ad un belvedere e fiancheggiata da una fila di ambienti, il tutto ridotto ad un solo grande salone.
Nella corte interna, nel corso del XVII secolo venne realizzata una rampa di scale che saliva al secondo piano dell’ala ovest, ma alla fine del XIX secolo venne spostata per far posto ad una parallela che saliva nel secondo piano dell’ala nord.

Col tempo venne smantellata anche la cappella dedicata a S. Giacomo nota in alcuni documenti del XVI secolo.

Castello di Bracciano

Piante a confronto, livello della corte intena

Autrice: Elena Felluca

ultima modifica: 4 febbraio 2014

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